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alessio lega: cantapoeta, cantastorie... cantautore?
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Questo disco è la summa di anni di affannoso divertimento (chiamarlo lavoro…uff!) sulle canzoni francofone. Molti artisti fanno le cosiddette cover per avere qualche speranza in più di ottenere attenzione, a me è capitato il contrario: l’attenzione con cui è stato accolto (grazie, grazie!) il mio precedente disco mi ha fatto sentire autorizzato ad affrontare questo repertorio mitico.
Tre mostri sacri più due leggende viventi della canzone. Le leggende viventi hanno ascoltato e incoraggiato il mio lavoro e a loro va la più profonda gratitudine per aver sopportato il mio amore e il mio amoroso tradimento/traduzione. Agli attuali custodi della memoria dei tre grandi si vuole affiancare il nostro sforzo. Affrontare questo repertorio senza ingessarlo in giacca, cravatta (e fisarmonica) ha previsto una notevole dose di incoscienza e di reinvenzione.
L’incoscienza è stata tutta mia, le reinvenzioni dei MokaCyclope: Gianluca Giusti ha suonato pianoforte acustico, elettrico e tastiere varie, Rocco Marchi basso elettrico, chitarre, glockenspiel, Mimmo Mellace ha percosso ogni superficie percuotibile, dalla canonica batteria fino a fare buchi nell’acqua di un catino. A tutti loro si è aggiunto Max Trisotto che, oltre a registrare il disco in 15 giorni del luglio del 2005 presso la tenuta Obst und Gemüse di Cerro Veronese, e a mixarlo nei successivi 10 mesi chez lui, ha suonato chitarre e bassi aggiuntivi. Un ringraziamento anche a Matteo Pescarolo, che è intervenuto in “Quando si va dove”, e a Francesco Fabiano, che si è occupato della masterizazzione. Cori e vocine sparpagliate qua e là, oltre che dei citati Moka, sono di Isa e di Maria Elena. Le più belle chitarre che suonano qua dentro ci sono state prestate dalla premiata liuteria del Compagno Galli. Le bande disegnate (le illustrazioni) che vedete costaggiù sono specialissimamente pensate ed eseguite per noi da Lorenzo Sartori, mastro fumettaro e Cane sciolto in Ponte della Ghisolfa; a metterle assieme ai testi è stato Stefano Pallavisini dell’Ekostudio di Udine. Piccolo padre e produttore del progetto è Valter Colle, che continua a credere in certi artisti non propriamente commerciali. Fin qui i nomi dei lavoratori direttamente coinvolti. La mia gratitudine morale va poi a quelli che per primi hanno iniziato questo discorso cantato fra italiano e francese e non ci sono più come Duilio Del Prete, Fabrizio de André ed Herbert Pagani. Tanti altri ci sono ancora e continuano. Alcune associazioni si adoperano allo stesso scopo e in particolare il Centro Ferré di San Benedetto del Tronto e il Club Tenco di Sanremo, il loro sostegno mi fa sentire un po’ meno solo. I discorsi, come le rivoluzioni, si possono solo cominciare. Questo, come altri, resta sospeso in aria fra il maggio del ’68 (sous le pavé la plage) e le banlieues dell’autunno scorso. Il disco è dedicato ai prossimi che lo vorranno riprendere.

5 luglio 2006
A.

Io e la NOTA abbiamo tentato di metterci in contatto con tutti gli editori dei brani di questo disco. A volte non ci siamo riusciti, restiamo quindi a disposizione degli aventi diritto.

Gianluca Giusti e Rocco Marchi compaiono per gentile concessione de La Famosa Etichetta Trovarobato.